Una lettera di analisi sulla fiscalità locale

Ospitiamo l’intervento di un nostro concittadino, ringraziandolo per il pregevole lavoro svolto e augurandoci che queste informazioni possano portare buoni frutti.

Spett.le Associazione,

chiedo ospitalità  al Vs sito per alcune considerazioni  al solo scopo  di offrire  ai spunti  utili a meglio comprendere le politiche di bilancio attuate dal Comune di Arese negli ultimi anni. Il tema è di particolare attualità stante le imminenti elezioni comunali che, auspicabilmente, dovrebbero dare  un governo democratico e  stabile alla ns città per i prossimi 4 anni e che dovrà farsi carico, tra l’altro, della gestione del bilancio  e della correlata fiscalità locale.  Lo stimolo a fornire il presente contributo mi è stato  sollecitato dalla scarsa/nulla attenzione che i candidati sindaci alle elezioni amministrative di quest’anno hanno riservato a questa materia.

Non è questa la sede per dotte disquisizioni sulle regole di bilancio previste dal Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali.  Mi limito a precisare che il bilancio di qualsiasi Comune, al di là dei  titoli e dei capitoli in cui si articola, è un documento che, sostanzialmente,   è tenuto per CASSA. Il bilancio cioè tende a misurare le entrate di cassa, la cui componente fondamentale è costituita dalle imposte locali, verso le uscite di cassa che si riferiscono ai pagamenti collegati ai servizi  che il Comune rende ai propri cittadini. Un Comune è virtuoso quando mantiene, nel tempo, un sano equilibrio tra le entrate e le uscite.  Un Comune che, invece,  spende di più di quanto incassa, in linea di principio,  contrae debiti che prima o dopo dovranno essere ripagati con nuove imposte a carico della cittadinanza. Per contro un Comune  che, strutturalmente, preleva attraverso i tributi  locali (IMU ed addizionali Irpef principalmente) somme di denaro  superiori al proprio fabbisogno attua  un politica di bilancio  del tutto ingiustificata poiché l’eccedenza di cassa (c.d. avanzo di amministrazione) che in tal modo viene a  determinarsi  è frutto di un prelievo tributario eccedente il fabbisogno reale del Comune e, semmai, proprio per questa dinamica, costituisce una colpa e non una ragione di cui farsi merito  da parte degli amministratori.

Fatta questa doverosa premessa possiamo  analizzare  qualche dato che,  pur nella sua sinteticità,   aiuti il lettore a capire le politiche di bilancio sinora adottate dal ns Comune.  La fonte utilizzata a questo fine  è costituita dal sito internet del Comune di Arese che, invero in modo lodevole,  rende disponibili e facilmente prelevabili  tutta una serie  di documenti  (dal bilancio di previsione a quello consuntivo) muniti  delle relative relazioni illustrative. Si tratta per la verità di documenti che per la loro lettura e comprensione richiedono, purtroppo,  conoscenze tecnico- contabili specifiche di norma da pochi possedute.

Riporto pertanto  di seguito,  per ognuno degli  anni 2009, 2010 e 2011, la sezione del consuntivo denominata Risultato Finanziario Complessivo che, in maniera  molto efficace per lo scopo che si intende qui  perseguire,   misura il risultato gestionale realizzato dall’amministrazione comunale nel decorso triennio.

RISULTATO FINANZIARIO COMPLESSIVO

Come allegato al Conto Consuntivo annuale del Comune di Arese

(in Euro milioni)

 

 

 

 

descrizione

anno 2009

anno 2010

anno 2011

 

 

 

 

Fondo di cassa al  1^ Gennaio

6,45

12,11

16,56

Riscossioni dell’anno

23,99

19,8

23,16

Pagamenti dell’anno

-18,33

-15,35

-22,67

Fondo di cassa al 31 Dicembre

12,11

16,56

17,05

Crediti (residui attivi) al 31.12

4,26

5,53

4,15

Debiti (residui passivi) al 31.12.

-9,86

-14,39

-12,88

Avanzo di amministrazione

6,51

7,70

8,32

di cui: avanzo dell’anno

3,98

1,19

0,62

            avanzo anni precedenti

2,53

6,51

7,70

Per quanto a mia conoscenza andamenti analoghi sono stati realizzati anche negli anni antecedenti  il 2009 come peraltro testimonia il consistente fondo di cassa al 1 Gennaio 2009.

Pur nella loro estrema sinteticità   i numeri  soprariportati  rappresentano,  in tutta evidenza, un’utile base per  avviare una prima riflessione e, necessariamente,  un punto di partenza  per ricercare risposte e soluzioni  per le  future politiche di bilancio. Mi limito a elencare i quesiti che appaiono a mio avviso più eclatanti.

-perché il Comune continua a perseguire una politica di bilancio che determina, costantemente e strutturalmente,  significativi avanzi di amministrazione ?

-perché non si sono dimostrati sufficienti gli strumenti apprestati dalla legge per evitare il ripetersi di tali situazioni?  Il Comune infatti, fino al mese di Novembre di ogni anno, può controllare e  rivedere i c.d. equilibri di bilancio e se, del caso, adottare quelle misure idonee a realizzare un risultato di equilibrio.

-perché il Collegio dei Revisori ai quali, per legge, spetta il controllo di bilancio del Comune non ha provveduto a segnalare al Consiglio Comunale la necessità di garantire un maggiore equilibrio tra entrate e uscite attraverso una fiscalità meno “aggressiva”?

-perché in presenza di un quadro finanziario così positivo il Comune di Arese  -mi duole dirlo anche nei periodi di gestione commissariale-  continua a mettere le mani nelle tasche dei cittadini aumentando ogni anno  il prelievo tributario in maniera del tutto ingiustificata e superiore alla misura dei  minori trasferimenti effettuati dallo Stato ?  Oltre all’addizionale comunale Irpef che il Comune di Arese ha nuovamente aumentato a partire dal 2013, in misura consistente,  –il calcolo è complesso ma l’aumento dovrebbe risultare superiore di almeno il  50% rispetto alla precedente misura-  si è altresì deciso di  attuare un pesante intervento sull’IMU del 2012.   Il ns Comune infatti, ripeto,  nonostante il quadro finanziario sopra  riportato, figura tra il 30% dei Comuni Italiani che hanno elevato (dal 4 al 4,5 per mille) l’aliquota IMU sulla prima casa. L’effetto di questa manovra  ha comportato  che il saldo IMU  pagato in questi giorni è risultato mediamente superiore di circa il 30% rispetto alla prima rata versata a Giugno. Analogamente  l’aliquota IMU ordinaria applicabile sull’imponibile  per le seconde case, case in affitto e pertinenze eccedenti, è stata elevata dal 7,6 al 9 per mille con un conseguente maggior esborso per il saldo di circa il 40% rispetto alla prima rata. Anche per quest’aliquota il ns Comune figura tra il 60% di quelli che hanno aumentato la  misura di base  prevista dalla legge.

-perché si perseguono, di fatto, politiche di bilancio che determinano avanzi di amministrazione che, nel mentre si traducono in una pressione tributaria più elevata del necessario, sono di fatto inutilizzabili in forza delle disposizioni in materia di patto di stabilità?  L’Italia, come è noto, ha sottoscritto con le autorità europee accordi che obbligano il ns Pase a perseguire politiche di riequilibrio dei propri conti pubblici. Nel meccanismo concordato (patto di stabilità) rientrano anche gli avanzi/disavanzi delle amministrazioni locali. Da ciò discende che il risultato positivo realizzato dal Comune di Arese concorre, insieme agli altri, al risultato complessivo nazionale. Di qui l’impossibilità di utilizzare gli avanzi di amministrazione che, come chiarito, sono vincolati all’equilibrio complessivo dei conti pubblici nazionali. Conclusione di questa premessa: le tasse pagate in più del necessario dagli Aresini  vanno a beneficio dei quei Comuni che, contrariamente ad Arese, hanno realizzato risultati negativi. Incidentalmente l’operazione con la quale il Comune di Arese ha estinto anticipatamente mutui passivi per un ammontare di oltre Euro 1,6 milioni  nel mentre conferma, da un lato, l’incongruenza tra i prelievi tributari e le reali esigenze di spesa del Comune, non ha comportato alcun beneficio per i contribuenti Aresini. L’estinzione anticipata di debiti, -unica operazione tecnicamente possibile nell’ambito dei vincoli del patto di stabilità- riducendo per un analogo ammontare i futuri impegni di spesa, avrebbe  dovuto ridurre la pressione fiscale sugli Aresini. E’ accaduto esattamente il contrario come più sopra riferito.  La cosa non sorprende più di tanto perché un’analoga estinzione anticipata di mutui passivi era stata perfezionata dal Comune   di Arese anche nel 2006 i cui risparmi però, come nel 2012,  non sono stati portati a riduzione  della fiscalità locale a carico dei residenti.

A conclusione di questa premessa  sento di dover  porre all’attenzione di chi si candida al governo di Arese alcuni obiettivi  uniti  a qualche raccomandazione.

 1)- Riduzione della pressione fiscale. Si tratta di  una priorità che deve essere tenuta assolutamente presente  soprattutto in considerazione dello stato di crisi che continua a pesare sul ns Paese e su decine di famiglie Aresine.

2)-Riqualificazione delle voci di spesa. Massima attenzione deve essere altresì riposta al tema della riqualificazione di tutte le voci di spesa che figurano in bilancio ivi inclusa la sostenibilità dell’attuale pianta organica. Chi sarà chiamato a governare la ns città dovrebbe sin d’ora garantire un impegno serio e responsabile  finalizzato alla revisione di tutte le voci che formano  la spesa complessiva coperta con le  tasse pagate dagli Aresini. Tolte le spese che  per legge hanno natura obbligatoria, tutte le altre dovrebbero essere verificate e solamente in presenza di benefici superiori al costo sostenuto dal Comune la spesa potrebbe essere mantenuta.  La logica da adottare dovrà essere opposta a quella sinora seguita. Dovrà  essere cioè stabilito il livello massimo del prelievo fiscale sostenibile dalla collettività Aresina  e, di conseguenza,  il gettito complessivo in tal modo determinato  costituirà il tetto massimo della spesa annuale.

3)-Risparmio per le famiglie. Ci sono tutte le condizioni perché dal combinato effetto delle azioni di cui ai  punti 1) e 2) sopra possano essere realizzati risparmi consistenti da restituire poi ai cittadini attraverso una rimodulazione dei tributi locali a partire dall’IMU.  Sono convinto che, nell’arco di un quadriennio, sia possibile ridurre il carico fiscale, mediamente, per un ammontare di oltre  1.000 Euro a famiglia.

4)-Trasferimenti statali. E’ noto che i contributi da parte dello Stato agli enti locali sono destinati a ridursi ulteriormente in futuro. Non ci sono  soldi  e dobbiamo necessariamente abituarci a contare  esclusivamente sulle ns risorse e sulla ns capacità di gestire oculatamente  le necessità della ns realtà locale. Corollario:  gli amministratori locali debbono assumere su di sé la piena responsabilità della politica di bilancio e risponderne chiaramente ai cittadini. Non sono più possibili deleghe in bianco e fughe dalle  responsabilità verso la cittadinanza da parte degli amministratori.  E’ evidente che la politica tutta, inclusa quella locale, deve cambiare. Non è più possibile perseguire il consenso senza discorsi chiari e responsabili soprattutto sul terreno del denaro pubblico.  La classe politica che non saprà accettare  questo rinnovamento è destinata, in tutta evidenza,  ad essere  spazzata  via.

G.Cupiccia

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Comunicato stampa sulla ratifica dell’AdiP di reindustrializzazione ex-Alfa

Arese 11 dicembre 2012

Comunicato Stampa dell’Associazione AreseFuturo

Alla fine il commissario Anna Pavone ha sottoscritto l’ADP rappresentando forzatamente la volontà dei cittadini aresini che a alle ultime elezioni hanno votato forze politiche contrarie ai contenuti di questo Accordo.

Come noto l’Associazione AreseFuturo è contraria ad un progetto centrato su una grande struttura di vendita con pesanti ricadute ambientali sul territorio , perdita del valore delle nostre case e desertificazione del  tessuto commerciale  cittadino.

Anche qualora si fosse d’accordo con questo progetto, per i presunti  vantaggi presentati nel documento di sintesi, non vi sono condizioni vincolanti per la realizzazione delle opere pubbliche promesse che  secondo noi andrebbero realizzate con tempi prioritari alla cantierizzazione del centro commerciale, non è la prima volta che vengono fatte promesse difficili da mantenere, sono necessarie delle garanzie sugli impegni futuri sia finanziari che progettuali.

Ad una prima lettura i risultati della trattativa sulle opere pubbliche a favore di Arese risultano deboli in quanto si fanno passare opere di ordinaria amministrazione, quali copertura tetto scuole e rifacimento controsoffitto dell’auditorium,  come contropartita per un intervento  così definitivo per il futuro di Arese.

Non esiste nessun dettaglio sulla quota residenziale, sull’incremento demografico e relativi servizi , che ad Arese sono fermi a trenta anni fa senza un corretto posizionamento delle opere pubbliche necessarie.

La firma della città di Arese dovrebbe essere ratificata dalla giunta regionale, ma già ora l’Associazione AreseFuturo promuoverà una raccolta firme per  una petizione a favore di un ricorso amministrativo legale e  per il cambiamento dello statuto comunale al fine di  poter indire referendum  cittadini sulle questioni urbanistiche  e di rilevanza collettiva.

Sarà possibile scaricare il modulo  per la raccolta firme direttamente  dal nostro blog, http://www.aresefuturo.it, e sarà inoltre  possibile firmare a partire da  sabato 15 dicembre presso la sede della nostra associazione di  Via Mattei.

Associazione AreseFuturo